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Il Medioevo

Al XII secolo risalgono le prime documentazioni scritte su Chianciano: nel 1139 la località viene casualmente menzionata in un elenco di testimoni che ebbero modo di assistere alla donazione di parte del Castello di Radicofani dal conte Manenti al Vescovo di Siena. Nel 1167 il Console di Orvieto, Tancredi Manente, si definisce "Conte di Chianciano". Nel 1171 Chianciano viene citata in un contratto ("in Clanciano ed in tota curie eius") e nel 1230 viene definita "Comune".
Proprio in quell'anno, il 2 luglio, Chianciano venne sottomessa dai Manenti a Siena. Firenze, Orvieto e Montepulciano non vedevano tuttavia di buon occhio i tentativi espansionistici di Siena. Dopo sette anni di scontri, il 14 maggio del 1237, i Conti Manenti assoggettarono Chianciano ad Orvieto, ma nel 1244 fu Montepulciano ad avere la meglio, costringendo i Manenti a divenire suoi castellani ed annettendo le loro terre: Sarteano, Chianciano, Paciano, Panicale.
Nel 1347, decaduta Orvieto, cui i Chiancianesi tendevano a sentirsi comunque sottomessi, Chianciano passò più stabilmente sotto l'influenza di Siena, pur mantenendo una propria autonomia, grazie alla vitalità economica, alla favorevole posizione geografica di frontiera e soprattutto agli accordi con la città, che stabilivano sì l'elezione di un cittadino senese quale podestà e la facoltà da parte di Siena di dichiarare lo stato di guerra o di pace, ma che comunque prevedevano uno stato di parità nell'amministrazione della giustizia e nell'imposizione delle tasse e il divieto per i senesi di possedere proprietà a Chianciano, a cui veniva garantita la difesa in caso di invasioni e devastazioni. il trattato durò sino alla fine della Repubblica di Siena, quando, nel 1556, il suo distretto entrò a far parte del Granducato.

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